Fa paura la routine, tutti dicono di volerla evitare, ma raramente qualcuno decide di prendersi la responsabilità di cambiare qualcosa e di mettersi in gioco; quando questo succede lo si fa spesso con impeto ed arroganza, mossi più che altro da una sensazione di frustrazione. In questo modo, di cose importanti alla fine ne arrivano ben poche.Benvenuti. Spesso non riesco a trasmettere tutti i miei pensieri a voce. Forse è una questione di allenamento al dialogo. Del resto ognuno usa gli strumenti che conosce meglio ed il mio, per adesso, è quello della scrittura. Pertanto ho aperto questo blog con l’intenzione di condividere le mie esperienze. Tutti possono partecipare, non costa niente; potete anche farlo conoscere ad altre persone. Grazie
lunedì 9 luglio 2012
Foglio bianco
Fa paura la routine, tutti dicono di volerla evitare, ma raramente qualcuno decide di prendersi la responsabilità di cambiare qualcosa e di mettersi in gioco; quando questo succede lo si fa spesso con impeto ed arroganza, mossi più che altro da una sensazione di frustrazione. In questo modo, di cose importanti alla fine ne arrivano ben poche.martedì 24 agosto 2010
La coperta
Ripiego la coperta e per un attimo mi lascio rapire da un vago senso di amarezza: aspettative deluse, desideri interrotti; cerco di capire cosa mi riserva il futuro. Ho appena terminato i miei giorni di ferie, trascorsi tra città, mare e montagna e si accavallano immagini e sensazioni.
Al rientro dalla città, prima tappa delle vacanze, mi sentivo malinconico. Ricordo, infatti, che appena la terra aveva cominciato ad allontanarsi sotto di me mi ero sentito stringere la gola e quasi a stento ero riuscito a trattenere la commozione: erano stati giorni sereni e caotici in una città che amo e che mi fa sempre sentire a casa, ma in quel istante avevo sentito come un pesante senso di vuoto, senza sapere più come riempirlo.
Poi, il viaggio verso il mare, in un venerdì 13 freddo e tempestoso. Fui protagonista di un piacevole quanto spontaneo scambio di favori con una compagna di scompartimento: infatti, io la aiutai a sistemare i bagagli e lei mi diede una mano (forse sarebbe meglio dire un occhio) quando dovetti comunicare al controllore il codice di prenotazione stampato sul biglietto. Questa banale circostanza del tutto inaspettata mi aveva permesso di riempire felicemente il tempo del viaggio.
Avevo dovuto, invece, ridimensionare la durata del mio viaggio in montagna, inizialmente programmato per un periodo più lungo, ma ciò mi permise, avendo scelto di rientrare in una data diversa, di partecipare ad una festa in alpeggio e di fare l’esperienza di uno spettacolare volo in elicottero, grazie al quale, nel tragitto verso il sito della festa, ebbi occasione di apprezzare appieno la bellezza della natura e dei paesaggi di quei luoghi: la giornata si rivelò unica, anche per l’accoglienza degli organizzatori in generale, il cibo e la gente.
Richiudo la coperta nella sua custodia, mentre tutto questo mi scorre nella testa: nonostante un generale senso d’incertezza riguardo al presente e, soprattutto, al futuro mi convinco che dai piccoli gesti possono nascere altri gesti, altre iniziative, nuove situazioni e condizioni; che l’evolvere degli eventi di ogni giorno può riservare delle sorprese e che basta avere un po’ più di fiducia in sé e nelle proprie convinzioni per superare i momenti di impasse.
martedì 24 novembre 2009
Il viaggio
Ho voglia di casa. Ma dov’è casa mia?
A volte le circostanze ci portano lontano dalle nostre case, dalle nostre città, dagli ambienti conosciuti, facendoci perdere di vista i nostri riferimenti. La vita è come un viaggio, che assomiglia al corso di un fiume. Alla sorgente il fiume è appena un torrente tumultuoso e rapido: man mano che scende verso valle accumula acqua e materiale, ingrossandosi, allargandosi e calmandosi; quindi assume il suo aspetto definitivo proseguendo il tragitto più o meno lungo verso il mare.
Così, noi nasciamo, esuberanti e spensierati, cresciamo, maturiamo, viviamo; come il fiume accumula sostanza lungo il suo corso così noi, negli anni, raccogliamo esperienze, viviamo sensazioni, conosciamo persone. E, come non si conosce il punto esatto dove il fiume incontra il mare, noi non conosciamo il nostro destino. La vita, come il fiume, si snoda lungo un’unica direzione, passato, presente, futuro: ciò che è stato, ormai lasciato alle spalle, compenetra ed amplifica il presente, che a sua volta funge da porta d’ingresso per ciò che verrà.
Nella vita non dobbiamo sentirci spaesati, spiantati, sradicati: restiamo sempre noi stessi anche se fisicamente ci spostiamo, anche se il tempo cambia le cose.
Past is another country, they do things differently – Il passato è come un’altra Nazione: cambia solo il modo di fare le cose.
Allora? La mia casa! Dov’è
Ovunque