Visualizzazione post con etichetta contatto. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta contatto. Mostra tutti i post

domenica 23 settembre 2012

Percezioni


Ascoltare
Disteso sul letto riusciva a percepire la spaziosità della camera e aveva la sensazione di trovarsi in uno spazio ampio, senza confini, ma allo stesso tempo protetto, sicuro, intimo.

Scostò il lenzuolo, si alzò ed attraversò il corridoio fino alla cucina, imbattendosi nel frigorifero che stava di fronte alla porta. Con facilità ritrovò il bicchiere che aveva lasciato sul bancone accanto al frigorifero, bevve un sorso e rimase un poco lì, appoggiato al bancone con la schiena rivolta verso la porta, ad ascoltare la notte.

Dopo un poco, avvertì i suoi passi nel corridoio che si avvicinavano piano piano, poi sentì le sue braccia giragli intorno ai fianchi in un abbraccio caldo e deciso; la sentì appoggiarsi dolcemente a lui e subito fu invaso da un brivido improvviso e piacevole. Stretti in quella posizione, riusciva a percepire il cuore dentro il petto di lei battergli forte contro la schiena. Mentre cominciava ad accarezzarlo delicatamente, si voltò verso di lei; improvvisamente udì passare una macchina giù in strada, avvertì i suoi occhi su di lui e se ne compiacque. Gli prese la mano e lo accompagnò in camera.

Vedere
Nel dormiveglia lo vide alzarsi ed uscire. Si rigirò sul fianco: nella penombra, la camera da letto appariva più grande del solito, sconfinata, con pareti invisibili che, però, riuscivano ugualmente a proteggere la loro intimità.

Rimase lì un poco ad osservare, poi lentamente scivolò verso il bordo opposto a dove si trovava, scese dal letto ed attraversò il corridoio verso la cucina che stava di fronte alla camera.

Lo trovò appoggiato al bancone della cucina con le spalle alla porta, si avvicinò e gli passò dolcemente le braccia intorno ai fianchi, abbracciandolo forte ed appoggiandosi a lui. Il cuore cominciò a batterle forte nel petto, a tal punto che pure lui doveva avvertirlo. Cominciò ad accarezzarlo delicatamente ed egli si voltò verso di lei. Improvvisamente i fari di una macchina che passava in strada illuminarono la cucina, permettendole di vederlo bene: lo fissò e si accorse che lui aveva percepito il suo sguardo e ne era compiaciuto. Gli prese la mano e lo accompagnò in camera.

Comunicare
Dormono, distesi, avvinghiati l’una sull’altro mentre la tiepida aria della notte asciuga il sudore dai loro corpi. La loro convivenza è fatta di una comunicazione esclusiva, senza parole, che deriva da due percezioni diverse della stessa realtà. Infatti, lui vede grazie a quello che vede lei e lei sente grazie a quello che sente lui e tra di loro si scambiano continuamente percezioni, sensazioni, sentimenti ed emozioni attraverso il contatto, in un perenne dialogo ricco e vibrante. La loro convivenza è fatta di un rumore silenzioso, intenso ed appassionato, di un sentimento solido ed invisibile, di un amore incredibile ed estremo.


martedì 25 maggio 2010

Il mio mestiere

Ho cercato di riassumerti i fatti principali che mi sono accaduti in tutti questi anni, ti ho dato un’idea di quello che ho fatto e dell’ambiente dove ho lavorato. Volendo, potrei darti una mano per farti entrare nel mondo del lavoro in cui io ho vissuto per trentaquattro anni. Vuoi fare il mio mestiere?


C'era un tipo che viveva in un abbaino per avere il cielo sempre vicino; voleva passare sulla vita come un aeroplano, perché a lui non importava niente di quello che faceva la gente. Solo una cosa per lui era importante e si esercitava continuamente per sviluppare quel talento latente che è nascosto tra le pieghe della mente.

E la notte, sdraiato sul letto, guardando le stelle dalla finestra nel tetto con un messaggio

voleva prendere contatto.


No, non voglio fare il tuo mestiere, non mi sento tagliato per quel tipo di lavoro. Ho passato tutta la vita a concentrarmi su un altro tipo di argomento che ora mi parrebbe stupido non mettere in pratica ciò che ho imparato.

Ho rubato il tempo, ma ora ho trovato una collocazione, la mia dimensione e mi sento libero.


Dopo un po' di tempo la sua sicurezza comincia a dare segni di incertezza: si sente crescere dentro l'amarezza, perché adesso che il suo scopo é stato realizzato si sente ancora vuoto, si accorge che in lui niente é cambiato, che le sue paure non se ne sono andate, anzi che semmai sono aumentate dalla solitudine amplificate.

E adesso passa la vita a cercare ancora di comunicare con qualcuno che lo possa far tornare.